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CHI SIAMO

Perché vi chiamate battisti?

Il nome del movimento battista deriva dalla pratica neotestamentaria di battezzare coloro che hanno fatto una personale confessione di fede nel Signore Gesù Cristo. Il battesimo dei credenti è così un impegno consapevole alla fede personale in Cristo.


Quali sono le origini dei battisti?

La storia dei battisti affonda le proprie radici in una preistoria che parte dall’ala radicale della Riforma del XVI sec. I primi Riformatori, come Lutero, Calvino e Zwingli, avevano l’intenzione di riorganizzare la Chiesa sulla base della Bibbia, liberandola da tutte quelle pratiche religiose che non avevano fondamento biblico (come la vendita delle indulgenze e la venerazione delle reliquie e dei santi) e recuperando il messaggio evangelico della salvezza per sola grazia mediante la sola fede in Gesù Cristo. Il Vaticano, però, si oppose al rinnovamento della Chiesa proposto dai Riformatori, condannando le loro idee, censurando i loro scritti e scomunicandoli. Nacquero così le prime chiese evangeliche nella Germania di Lutero e nella Svizzera di Zwingli, Bucero e Calvino. Nel contempo, sia in Germania e sia in Svizzera, sorsero dei movimenti evangelici più radicali che volevano proseguire l’opera di riforma avviata dai Riformatori ma non portata al suo completo compimento. Questi gruppi si rifacevano alla chiesa primitiva (che non era una chiesa di popolo ma era una chiesa costituita da soli credenti che confessavano la loro fede), per cui vollero recuperare l’antica prassi del battesimo amministrato soltanto ai credenti, come atto di testimonianza pubblica della loro conversione al Signore. Per questo motivo furono soprannominati in maniera dispregiativa "anabattisti", che significa "ribattezzatori". Gli anabattisti furono perseguitati tanto dai cattolici quanto dai Riformatori. Un piccolo gruppo di anabattisti riuscì però a fuggire dalle persecuzioni e, sotto la guida dell’ex prete Menno Simons, si rifugiò in Olanda, dove nascerà poi la Chiesa Mennonita.
Dalla preistoria passiamo alla storia e ci spostiamo in Inghilterra. Qui, all’epoca della Riforma, avvenne uno scisma che diede vita alla Chiesa Anglicana. Lo scisma fu causato dal re d’Inghilterra Enrico VIII che si separò da Roma dichiarandosi capo della chiesa inglese. All’interno della Chiesa Anglicana sorsero subito due orientamenti: uno conservatore, che voleva preservare la dottrina cattolico-romana e l’altro progressista, che spingeva invece verso una riforma della chiesa sul modello delle chiese riformate calviniste. I sostenitori di questo secondo orientamento vennero soprannominati "puritani" perché essi volevano purificare la chiesa anglicana da quegli elementi della tradizione cattolica che persistevano nella liturgia anglicana, nella pratica dei sacramenti e soprattutto nell’episcopato. Fra i puritani sorsero dei gruppi più radicali chiamati "separatisti" perché volevano separarsi dalla chiesa anglicana, che era una chiesa di Stato, e fondare invece delle comunità autonome, costituite soltanto da credenti confessanti. I puritani-separatisti predicavano la separazione della chiesa dallo Stato e rifiutavano l’ecclesiologia episcopale, basata su un governo di tipo gerarchico, sostituendola con una ecclesiologia congregazionalista, basata sulla piena autonomia della chiesa locale e su un governo di tipo democratico. A causa delle persecuzioni, molti puritani-separatisti furono costretti a fuggire dall’Inghilterra e alcuni si rifugiarono in Olanda, uno dei pochi luoghi in Europa dove esisteva ancora una certa tolleranza religiosa. Qui, probabilmente, entrarono in contatto col gruppo anabattista dei mennoniti, dai quali forse recuperarono la pratica del battesimo degli adulti.
Fra gli emigrati in Olanda c’era il pastore anglicano John Smyth, il quale, con un gruppo puritano-separatista, nel 1609 fondò la prima chiesa battista ad Amsterdam. Smyth cominciò a dubitare del battesimo ricevuto nella Chiesa Anglicana e, alla luce della testimonianza biblica, si convinse che l’unico battesimo previsto dalle Scritture era quello praticato a coloro che si convertivano e confessavano la loro fede. Egli dunque battezzò la sua congregazione. Nel 1611 il predicatore Thomas Helwys, assieme ad alcuni membri di questa prima chiesa battista, decisero di ritornare in Inghilterra e, nei pressi di Londra, fondarono la prima chiesa battista inglese. Helwys rifiutava la tesi calvinista della predestinazione e accolse invece la tesi degli arminiani e dei mennoniti, basata sull’offerta universale della salvezza. Questo ramo del movimento prese il nome di "battisti generali", alludendo al carattere generale della salvezza. Una trentina d’anni dopo, dal puritanesimo separatista inglese sorse poi un secondo ramo battista che invece accoglieva la dottrina calvinista della predestinazione e che, dunque, prese il nome di "battisti particolari", in quanto sosteneva che il dono della salvezza non era generale ma era limitato ai soli predestinati. Nel XIX sec. I due tronconi del battismo andranno poi a formare insieme l’Unione delle chiese battiste d’Inghilterra e d’Irlanda.

In che modo i battisti si sono diffusi nel mondo e in Italia?

I Battisti, sin dal loro sorgere, cominciarono a diffondersi un po’ dappertutto, lasciando l’Inghilterra sia a causa delle persecuzioni subite sia per spinte missionarie. Sorsero, così, chiese battiste in Sudafrica, in Australia, in Canada e soprattutto negli Stati Uniti. La prima chiesa battista americana fu fondata nel 1639 sotto la guida di Roger Williams. Williams era un giovane puritano, laureato a Cambridge, che, per difendere le sue idee basate sulla laicità dello Stato e sulla libertà di coscienza, fu costretto ad emigrare in America, nella Nuova Inghilterra. Qui, nella regione del Rhode Island, fondò la colonia di Providence, la prima colonia basata sull’assoluta libertà di religione per tutti. Williams sosteneva che la legge civile non poteva punire i cittadini per le loro infrazioni religiose e che l'autorità civile doveva essere separata dell'autorità ecclesiastica. Egli rifiutava il principio del "cuius regio eius religio" all’epoca diffuso in Europa, secondo cui i cittadini dovevano adottare la religione dei loro governanti. Queste idee verranno poi ereditate dai padri fondatori degli Stati Uniti ed entreranno a far parte del primo emendamento della Costituzione americana che tutela la libertà di religione, di pensiero e di stampa.
I battisti si diffusero nel resto del mondo attraverso le missioni. Nel 1792 fu fondata la prima società missionaria battista inglese che ebbe come massimo esponente William Carey, il quale fu il primo missionario battista inviato in India.
Nel 1863 giunsero in Italia i primi due missionari battisti inglesi: James Wall, che fondò una missione battista a Bologna ed Edward Clarke che fondò una missione a La Spezia. Nel 1870 giunse poi il primo missionario battista dagli Stati Uniti, William Cote, che fondò la prima chiesa battista di Roma. Tre anni dopo giunse a Roma un secondo missionario americano, G. B. Taylor, il quale contribuì a diffondere il battismo in Puglia e Basilicata.


Quanti sono oggi i battisti nel mondo e in Italia

Oggi i battisti nel mondo contano circa 40 milioni di membri con una popolazione complessiva di circa 100 milioni di persone. I membri di chiesa sono quei credenti confessanti che hanno ricevuto il battesimo come segno di testimonianza della loro personale conversione. La popolazione include invece i bambini, i simpatizzanti e i catecumeni, ossia tutti coloro che frequentano la chiesa ma non hanno ancora maturato la decisione di fede di chiedere il battesimo. L’80 % dei battisti si concentra negli Stati Uniti, dove rimangono la denominazione cristiana più diffusa. Le comunità battiste statunitensi si raggruppano in 52 unioni di chiese, fra cui la più numerosa è la Southern Baptist Convention. I battisti sono fortemente presenti anche in Brasile, in Gran Bretagna e in India.
In Italia le chiese battiste nate in seguito al lavoro dei missionari inglesi e americani e quelle sorte in seguito alla testimonianza di italiani convertiti al battismo si sono unite nell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI) che conta oggi 6000 membri e una popolazione di circa 15.000 persone.


Quali sono i principi che caratterizzano i battisti?


I battisti condividono con tutte le altre denominazioni evangeliche i principi della Riforma protestante (Sola Grazia, Solo Cristo, Sola Scrittura, Sola fede, sacerdozio universale dei credenti). Inoltre, si caratterizzano per i seguenti principi:

1) Battesimo dei credenti. I battisti, assieme ai loro predecessori (gli anabattisti), hanno recuperato la prassi neotestamentaria del battesimo per immersione, praticato ai credenti che confessano la loro fede in Gesù Cristo, quale loro personale Signore e Salvatore. Ci sono anche altre chiese evangeliche, sorte successivamente nella storia (come gli avventisti, le chiese dei fratelli e i pentecostali), che hanno adottato la stessa prassi battesimale recuperata dai battisti.
2) Separazione tra Stato e Chiesa. I battisti rifiutano la concezione della chiesa di Stato perché lo Stato deve essere laico e la Chiesa deve essere santa, formata da credenti chiamati dal Signore per il suo servizio. Lo Stato deve poter garantire la libertà religiosa di tutti i cittadini, senza privilegiare nessuna religione, e la chiesa non deve né subire le ingerenze dello Stato né tantomeno pretendere di pilotare le decisioni dello Stato per trarne vantaggio.
3) Congregazionalismo. Secondo l’ecclesiologia battista, ogni singola comunità è autonoma e non è sottoposta a nessuna autorità esterna. La massima autorità decisionale è l’Assemblea di chiesa, costituita da tutti i membri di chiesa. L’assemblea nomina il pastore, i responsabili per le varie attività e i membri del consiglio di chiesa, l’organo esecutivo che ha il compito di dirigere la vita della chiesa secondo le direttive ricevute dall’assemblea.
4) Libertà di coscienza. I battisti si sono caratterizzati nella storia per la difesa della libertà di coscienza di ogni singolo individuo. Essi hanno sempre sostenuto in varie forme che ogni cittadino deve essere lasciato libero di seguire il proprio credo. Per i battisti la fede non è una adesione a dei dogmi stabiliti dalla chiesa ma è una risposta personale alla chiamata ricevuta da Dio per mezzo della Parola di Gesù Cristo. In altre parole, la fede non è il risultato di un indottrinamento ricevuto ma è una libera adesione al messaggio dell’evangelo. C’è un detto che dice: "metti insieme tre battisti e avrai quattro opinioni diverse". Questo detto, nella sua ironia, esprime appunto la libertà di coscienza con la quale i battisti vivono la loro fede. In base a questa libertà, i battisti, pur riconoscendosi nei principi fondamentali che li caratterizzano, possono differenziarsi fra di loro su questioni teologiche di marginale importanza o su questioni etiche, per le quali entra in campo la responsabilità personale di ciascuno.


Che rapporti hanno i battisti con le altre chiese?

A livello ecumenico l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI)  è tra i membri fondatori della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI).
L’UCEBI ha stretto forti legami di collaborazione con la Chiesa Valdese e con la Chiesa Metodista (già unite fra di loro nell’unione delle chiese metodiste e valdesi) che ha portato al reciproco riconoscimento dei membri di chiesa e dei pastori e alla pubblicazione di un settimanale comune intitolato "Riforma".
I battisti coltivano anche un buon dialogo ecumenico con altre chiese evangeliche, come gli avventisti e i pentecostali, e con la chiesa cattolica sia a livello nazionale che a livello locale.

Che rapporti hanno i battisti con lo Stato Italiano?

Nel 1995 l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI)  ha stipulato con lo Stato italiano un’Intesa, in base alla quale lo Stato riconosce i battisti come una minoranza religiosa del nostro Paese e concede ai suoi ministri la delega per celebrare matrimoni civili e per offrire assistenza spirituale negli ospedali, nelle caserme e nelle carceri.

Quali contributi i battisti hanno offerto all’umanità?

In campo spirituale i battisti delle chiese afroamericane hanno creato il "Gospel", un canto che esprime la fede di uomini e di donne che, pur vivendo nella schiavitù e nella sofferenza, non hanno mai smesso di sperare nel Signore.
In campo sociale i battisti si sono impegnati nella lotta per i diritti civili dei neri e nella lotta contro il razzismo e le guerre. In questo campo il massimo leader battista è stato il pastore Martin Luther King con la sua politica non-violenta ispirata dal Sermone sul monte di Gesù e da Gandhi.
I battisti, da Roger Williams a Martin Luther King, si sono caratterizzati attraverso i secoli nella lotta per la libertà. La libertà di coscienza, di religione e di parola sarà possibile solo lottando contro ogni forma di ingiustizia, di discriminazione e di oppressione, non con la forza bellica ma con la forza dell’amore e del servizio verso il prossimo, sotto la guida e l’esempio del nostro Signore Gesù Cristo.

Come sono strutturate le chiese battiste al loro interno?

La Chiese Battiste sono costituite da credenti confessanti e responsabili dinanzi al Signore e ai loro prossimo. I battisti sono "congregazionalisti". Il congregazionalismo è un sistema ecclesiastico che si fonda sull’autonomia della Chiesa locale. Ogni comunità locale è autonoma nel governare se stessa e nel decidere le linee da seguire per la testimonianza dell’evangelo nel luogo nel quale è collocata.
L’unico capo di una comunità Battista è Gesù Cristo. Il Pastore o la Pastora è soltanto una persona, riconosciuta spiritualmente e teologicamente qualificata, che riceve dalla comunità il compito della predicazione, dell’insegnamento biblico, della cura spirituale dei membri e il compito di stimolare le varie attività nella chiesa.
Dal punto di vista organizzativo, la massima autorità decisionale in una Chiesa Battista è l’Assemblea di Chiesa: cioè una riunione di tutti i membri di chiesa che esaminano e discutono insieme i vari aspetti della vita comunitaria. L’Assemblea nomina anche i vari ministri, ossia quei fratelli e quelle sorelle che vengono preposti a determinati servizi nelle comunità: il Pastore, gli Anziani e i Diaconi. I diversi ministri formano insieme il Consiglio di Chiesa che si riunisce di frequente ed ha l’incarico di seguire le delibere dell’Assemblea e di vegliare sul buon andamento della comunità.

In che modo i battisti vivono la loro fede?

La Preghiera. I battisti vivono la loro fede mediante una relazione personale con Dio che si esprime innanzitutto nella preghiera. I battisti prediligono la preghiera spontanea, attraverso la quale parlano al Signore come si parlerebbe all’amico più fidato. Essi confessano al Signore le loro colpe e le loro afflizioni, lo ringraziano per ogni bene che viene dalle sue mani e gli chiedono ciò di cui hanno più bisogno, pregano per gli ammalati, per i bisognosi e per le autorità. I battisti pregano sia da soli sia assieme ad altri fratelli e sorelle nelle case o in comunità. I battisti recitano anche il Padre nostro, che considerano un esempio emblematico dio preghiera, essendo la preghiera che Gesù stesso ha insegnato ai suoi discepoli.

Il Culto. I battisti rendono a Dio, e soltanto a Dio, un culto di adorazione. Per questo culto non hanno bisogno di altari, di immagini, di paramenti, di luoghi particolari. Il culto consiste in canti, preghiere, testimonianze, lettura della Bibbia, predicazione, comunicazioni sulla vita della Chiesa, raccolta delle offerte. Il culto generalmente viene presieduto dal Pastore o dalla Pastora ma può anche farlo qualsiasi altro membro della comunità. Il momento centrale del culto è la predicazione: l’annuncio della Parola di Dio attraverso un sermone, che consiste nella spiegazione e nell’attualizzazione di un testo biblico.
Un altro momento significativo del culto è la celebrazione della Cena del Signore. Si tratta di un pasto simbolico in cui si mangia del pane e si beve del vino in ricordo della morte e in annuncio del ritorno di Cristo. Alla Cena partecipano tutti coloro che vogliono confessare la propria fede in Cristo e testimoniare la loro comunione con quanti prendono parte alla celebrazione.

Lo studio biblico. Ogni battista possiede una Bibbia personale che legge, consulta, studia e medita sia da solo sia assieme ad altri fratelli e sorelle. In ogni comunità Battista, oltre al culto domenicale, vi è anche un incontro infrasettimanale per lo studio biblico.
La Bibbia è per i battisti la loro guida costante in materia di fede, di etica e di azione nel mondo. I battisti credono che Dio ci parli attraverso la Scrittura biblica e possiamo conoscerlo solo mediante essa. La Bibbia, letta sotto l’azione dello Spirito Santo, è Parola di Dio. Essa testimonia l’opera compiuta da Dio per mezzo di Gesù Cristo. Il fine ultimo di tutte le Scritture (Antico e Nuovo Testamento) è quello di rendere testimonianza a Cristo (Giovanni 5:39) e di annunciarci Cristo, che è la Parola di Dio fatta carne preannunciata dai profeti e rivelatasi nella storia (Giovanni 1:14).

Il servizio. I battisti testimoniano al mondo la loro fede attraverso una condotta di vita quotidiana che si ispira all’insegnamento di Cristo e al suo esempio. Essi, pur non appartenendo più al mondo ma a Cristo, sono chiamati a vivere nel mondo in maniera responsabile, impegnandosi per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato. I battisti cercano di vivere la loro vocazione prestando attenzione ai bisogni reali della gente, soprattutto dei più deboli, sull’esempio di Cristo che si è identificato con i poveri e con gli emarginati.

 
 
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